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Glutammina e sport: intestino, recupero e immunità — cosa dicono le prove?

Cosa mostrano le prove su glutammina, intestino, recupero e immunità nello sport, con limiti e senza dose universale.

Di Tomás Leal · Sports dietitian11 min di letturaPubblicato il 12/09/2026
Fonti
6
Affermazioni validate
7
Evidenza dominante
Limitato
Aggiornamento
12/09/2026
Glutammina e sport: intestino, recupero e immunità — cosa dicono le prove?
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In breve

La glutammina partecipa al metabolismo, alla mucosa intestinale e alle cellule immunitarie. Questa plausibilità biologica non dimostra però che l’integratore migliori il recupero, protegga dalle infezioni o aumenti la prestazione.

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1. Perché interessa a chi fa sport?

La glutammina trasporta azoto ed è un substrato per enterociti e alcune cellule immunitarie. Dopo sforzi molto prolungati il livello plasmatico può diminuire temporaneamente, ma questo non prova che la diminuzione causi immunità ridotta o più infezioni.

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2. Intestino: un segnale mirato, non una promessa

In uno studio crossover dieci uomini attivi hanno corso 60 minuti al 70% del VO2max a 30 °C. La glutammina prima dell’esercizio ha ridotto un marcatore di permeabilità rispetto al placebo; i sintomi gastrointestinali erano pochi e non sono diminuiti.

Una meta-analisi del 2024 su dieci studi e 352 adulti non ha mostrato un effetto globale significativo sulla permeabilità. I sottogruppi non bastano a stabilire una dose sportiva.

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3. Recupero: distinguere dolore, marcatori e prestazione

I meccanismi sono plausibili, ma gli studi clinici sono eterogenei. La meta-analisi del 2018 non ha trovato effetti significativi su prestazione aerobica o composizione corporea; per prestazione anaerobica e indolenzimento le prove erano insufficienti.

Energia, carboidrati adeguati, proteine, idratazione, sonno e progressione restano prioritari.

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4. Immunità: ipotesi plausibile, prova limitata

Le cellule immunitarie usano glutammina, ma aggiungerla non significa proteggere l’atleta. Non c’è una prova causale diretta tra il calo post-esercizio e più infezioni; la meta-analisi del 2018 non ha mostrato cambiamenti significativi nelle cellule immunitarie.

Uno studio di tre settimane su 21 pugili e taekwondisti ha osservato cambiamenti salivari e nelle infezioni respiratorie riferite. Il campione è piccolo, specifico e breve: non basta per promettere prevenzione dei raffreddori.

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5. Assumerla intorno all’allenamento?

Non esiste un protocollo sportivo universale. Studi diversi hanno usato forme, dosi, durate e orari diversi; una dose sperimentale non è una prescrizione. Il momento ideale resta incerto. Se la provi, cambia una sola variabile, non usarla per la prima volta prima di una gara e interrompi in caso di disturbi digestivi.

07FAQ

01Migliora la prestazione? Non in modo generale dimostrato.
02Aiuta l’intestino durante la corsa? Un piccolo studio ha migliorato un marcatore al caldo, non i sintomi.
03Previene le infezioni respiratorie? Le prove sono insufficienti e lo studio negli sport da combattimento non è generalizzabile.
04Quale dose scegliere? I risultati non stabiliscono una dose sportiva universale.
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Fonti

Le fonti sono riportate nel dossier di ricerca.

Fonti

Studi sottoposti a revisione paritaria e riferimenti istituzionali usati per questo articolo.

  1. 1Djordjevic et al.· 2026
    Limitato

    exercising individuals; clinical and preclinical evidence

    Consulta la fonte
  2. 2Abbasi et al.· 2024
    Contrastante

    adults in 10 clinical trials, mixed health status · 352 partecipanti

    Consulta la fonte
  3. 3Chen et al.· 2023
    Limitato

    21 national-level boxing and taekwondo athletes · 21 partecipanti

    Consulta la fonte
  4. 4Gleeson· 2022
    Probabile

    human exercise and sport literature

    Consulta la fonte
  5. 5Ramezani Ahmadi et al.· 2018
    Consolidato

    adult athletes in controlled trials

    Consulta la fonte
  6. 6Pugh et al.· 2017
    Limitato

    10 recreationally active men running 60 min at 70% VO2max in 30 C heat · 10 partecipanti

    Consulta la fonte

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Tomás Leal

Works with endurance athletes on periodised fuelling strategies.

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