Vai al contenuto
Ortica: foglie o radice, che cosa dicono le prove?

Ortica: foglie o radice, che cosa dicono le prove?

L'ortica non è un unico rimedio. Le foglie sono usate per dolori articolari e diuresi, la radice per i sintomi prostatici. Prove e usi sono diversi.

5Fonti
5Affermazioni validate
LimitatoEvidenza dominante

L'ESSENZIALE

Prima di andare oltre.

L'ortica non è un unico rimedio. Le foglie sono usate per dolori articolari e diuresi, la radice per i sintomi prostatici. Prove e usi sono diversi.

Esplora l'articolo

L’ortica (Urtica dioica e la più piccola Urtica urens) non è un unico prodotto fitoterapico. Le foglie, o parti aeree, e la radice hanno monografie europee distinte, con preparati, usi e profili di sicurezza diversi. Una tisana di foglie, un succo, una tintura e un estratto secco di radice non sono quindi intercambiabili.

La domanda utile non è «l’ortica fa bene a tutto?», ma: quale parte, in quale forma, per quale sintomo, con quali prove e con quali limiti?

01

Foglie e radice: due dossier distinti

Comprendere la differenza tra le parti della pianta è il primo passo per un uso consapevole. Le loro composizioni chimiche differiscono notevolmente, il che spiega perché i loro impieghi terapeutici non si sovrappongono.

Le foglie (o parti aeree): diuresi, articolazioni e allergie

La monografia dell'EMA sulle parti aeree di ortica, rivista nel 2024, descrive principalmente un uso tradizionale per due indicazioni:

  1. 01Aumentare la quantità di urina (effetto diuretico) per "lavare" le vie urinarie in caso di disturbi lievi. Questo uso, definito "terapia di lavaggio", presuppone un'abbondante assunzione di liquidi. L'effetto è considerato "aquaretico", cioè aumenta il volume dell'urina senza un'eccessiva perdita di elettroliti, a differenza di molti diuretici di sintesi. È un supporto per fastidi minori, non una cura per infezioni urinarie o edemi.
  2. 02Alleviare dolori articolari lievi. L'uso tradizionale si basa su un presunto effetto antinfiammatorio. I composti presenti nelle foglie, come derivati dell'acido caffeico e flavonoidi, sembrano inibire alcuni mediatori dell'infiammazione (prostaglandine e leucotrieni). Alcuni studi preliminari suggeriscono che l'assunzione di estratti di foglie d'ortica potrebbe permettere di ridurre il dosaggio di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) in persone con artrosi, ma sempre e solo sotto controllo medico.

La monografia cita anche un uso tradizionale per condizioni seborroiche lievi della pelle, come la forfora, ma le prove a sostegno sono molto scarse.

Un altro uso tradizionale, non ancora riconosciuto in una monografia europea ma supportato da studi iniziali, riguarda la rinite allergica stagionale. Alcuni dati suggeriscono che l'estratto di foglie di ortica liofilizzate possa agire come un antistaminico naturale, bloccando i recettori dell'istamina e inibendo la sua liberazione. Le prove sono tuttavia ancora considerate preliminari.

La radice: sintomi urinari dell'ipertrofia prostatica benigna (IPB)

La monografia della radice di ortica riguarda un contesto completamente diverso: il sollievo dei sintomi delle basse vie urinarie (LUTS) legati a una diagnosi di ipertrofia prostatica benigna (IPB), dopo che un medico ha escluso condizioni gravi come il cancro alla prostata.

È un punto essenziale, perché disturbi come la difficoltà a iniziare la minzione, un getto debole, il bisogno frequente di urinare (soprattutto di notte) o la sensazione di non svuotare completamente la vescica possono avere molte cause. L'autodiagnosi è pericolosa.

I meccanismi d'azione proposti per la radice sono complessi e non del tutto chiariti. Si ipotizza che alcuni suoi componenti (lectine, steroli, lignani) possano:

  • Interferire con la globulina legante gli ormoni sessuali (SHBG), aumentando la quota di testosterone libero.
  • Inibire l'enzima aromatasi, che converte il testosterone in estrogeni, un processo coinvolto nell'ingrossamento della prostata.
  • Modulare debolmente l'enzima 5-alfa-reduttasi.

Importante: la radice di ortica non riduce le dimensioni della prostata. Il suo potenziale beneficio riguarda esclusivamente il miglioramento dei sintomi urinari. Non "pulisce" né "cura" la prostata.

02

L'ortica come alimento: un profilo nutrizionale inaspettato

Prima di essere un rimedio, l'ortica è una pianta commestibile apprezzata da secoli. Una volta cotta, perde completamente il suo potere urticante. La cottura (sbollentatura, vapore, stufatura) disattiva i tricomi, i piccoli peli che contengono le sostanze irritanti (istamina, acetilcolina, serotonina).

Per raccoglierla, è indispensabile usare guanti spessi e preferire le cime più giovani e tenere, prima della fioritura. Va raccolta in luoghi non inquinati, lontani da strade trafficate e campi trattati con pesticidi.

Dal punto di vista nutrizionale, le foglie di ortica sono sorprendentemente ricche:

  • Minerali: È una fonte vegetale notevole di calcio, potassio, magnesio e soprattutto ferro, anche se, come per altri vegetali, la sua biodisponibilità è inferiore a quella del ferro eme di origine animale.
  • Vitamine: Contiene buone quantità di vitamina C (che favorisce l'assorbimento del ferro), vitamina K e carotenoidi (precursori della vitamina A).
  • Proteine: Ha un contenuto proteico superiore a quello di molti altri ortaggi a foglia.

In cucina, può sostituire gli spinaci in molte preparazioni: risotti, zuppe, vellutate, frittate, ripieni per pasta fresca (ravioli, lasagne) o torte salate. Si può anche preparare un pesto alternativo.

Consumare ortica come alimento contribuisce a una dieta varia e ricca di nutrienti, ma le quantità ingerite non sono sufficienti per ottenere gli effetti farmacologici mirati degli estratti concentrati usati negli studi, soprattutto per i disturbi prostatici.

03

Che cosa mostrano gli studi clinici

Le prove scientifiche sull'ortica sono eterogenee e spesso di qualità modesta. È fondamentale distinguere gli studi sulla radice da quelli sulle foglie.

Radice e ipertrofia prostatica benigna (IPB)

Una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata nel 2025 su Phytotherapy Research ha analizzato sei studi randomizzati e controllati, per un totale di 1.210 uomini con IPB. Sebbene i risultati complessivi suggerissero un beneficio nel migliorare i sintomi urinari (misurati con la scala IPSS) e aumentare il flusso massimo, gli autori hanno classificato la certezza delle prove come "molto bassa".

Le ragioni di questa incertezza sono molteplici:

  • Eterogeneità dei prodotti: Gli studi hanno utilizzato estratti diversi (con solventi, concentrazioni e dosaggi differenti), rendendo difficile il confronto.
  • Rischio di bias: Molti studi avevano limiti metodologici.
  • Imprecisione: Gli intervalli di confidenza dei risultati erano ampi.

Uno degli studi più citati, pubblicato nel 2005 da Safarinejad, ha coinvolto 620 pazienti e ha riportato un miglioramento significativo dei sintomi con un estratto di radice di ortica rispetto al placebo dopo 6 mesi. Tuttavia, anche in questo caso, gli autori hanno concluso che erano necessari studi più lunghi e rigorosi. Altri studi, spesso più piccoli o che combinavano l'ortica con altre piante come il Pygeum africanum o la Serenoa repens, non hanno mostrato differenze chiare.

Foglie per articolazioni e rinite allergica

Per i dolori articolari, diversi studi preliminari hanno esplorato l'uso di estratti di foglie di ortica. Uno studio tedesco ha osservato che pazienti con dolore artrosico acuto che assumevano un estratto di foglie di ortica insieme a un FANS (diclofenac) potevano ridurre la dose del farmaco mantenendo lo stesso controllo del dolore. Questo suggerisce un potenziale effetto di "risparmio di FANS", ma non prova che l'ortica possa sostituire le terapie convenzionali. Anche l'applicazione topica di foglie fresche (urticazione) è una pratica tradizionale per il dolore, ma è dolorosa e non raccomandata come auto-trattamento per il rischio di reazioni cutanee eccessive.

Per la rinite allergica, uno studio in doppio cieco su 69 pazienti ha rilevato che un preparato a base di foglie di ortica liofilizzate era superiore al placebo nel ridurre i sintomi. Tuttavia, lo studio è datato e di piccole dimensioni. Sono necessarie ricerche più ampie e moderne per confermare questi risultati.

04

Riconoscere la forma giusta e scegliere un prodotto di qualità

Il mercato offre prodotti a base di ortica molto diversi. Partire dall'etichetta è fondamentale.

  1. 01Parte della pianta: La prima informazione da cercare è se il prodotto contiene foglie (folium), parti aeree (herba) o radice (radix).
  2. 02Tipo di preparato:
  3. 03 Pianta essiccata per tisana*: Ideale per l'effetto diuretico delle foglie, contribuisce anche all'idratazione. Il dosaggio dei principi attivi è però meno preciso e variabile.
  4. 04 Polvere*: La pianta intera essiccata e polverizzata. La concentrazione è bassa e la biodisponibilità dei composti può essere limitata.
  5. 05 Estratto secco (in capsule o compresse)*: È la forma più studiata per usi mirati, come i sintomi dell'IPB. L'etichetta dovrebbe riportare il rapporto di estrazione (es. 10:1, significa che 10 kg di radice hanno prodotto 1 kg di estratto) e, idealmente, il tipo di solvente usato (es. etanolo 30%). Questo permette di confrontare la concentrazione dei prodotti.
  6. 06 Estratto idroalcolico (tintura madre)*: Un estratto liquido che contiene alcol. L'assorbimento è rapido, ma il contenuto alcolico lo rende inadatto a bambini, donne in gravidanza o persone con problemi epatici.
  7. 07 Succo fresco*: Ottenuto dalla spremitura della pianta fresca. È più un alimento funzionale che un preparato terapeutico standardizzato.
  1. 01Qualità e trasparenza: Diciture generiche come "detox", "drenante" o "benessere della prostata" non provano nulla. Un produttore affidabile fornisce informazioni chiare su: identificazione botanica, parte usata, tipo di estratto, assenza di contaminanti (verificata da analisi di terze parti) e rispetto delle buone pratiche di fabbricazione (GMP).
05

Dosaggi e modalità d'uso

I dosaggi variano enormemente in base alla parte della pianta e al tipo di preparato. Le indicazioni delle monografie EMA sono un riferimento per gli usi approvati.

  • Foglie (uso diuretico e articolare):
  • Tisana*: 1.5-4 grammi di foglie essiccate in 150 ml di acqua bollente, lasciate in infusione per 10-15 minuti. Bere una tazza 3-4 volte al giorno. È fondamentale accompagnare l'assunzione con abbondante acqua durante la giornata per favorire l'effetto diuretico.
  • Estratto secco*: I dosaggi variano a seconda della concentrazione. Seguire le indicazioni del produttore. Generalmente, il trattamento per i dolori articolari richiede diverse settimane per mostrare un effetto.
  • Radice (sintomi dell'IPB):
  • Estratto secco*: Gli studi clinici hanno utilizzato principalmente estratti idroetanolici o metanolici a dosaggi compresi tra 450 mg e 600 mg al giorno, spesso suddivisi in due somministrazioni. È importante scegliere un prodotto con una titolazione simile a quelli studiati. L'effetto non è immediato: sono necessarie almeno 4-8 settimane di assunzione continua per poter valutare un eventuale beneficio.
06

Effetti indesiderati, precauzioni e interazioni

Sebbene l'ortica sia generalmente ben tollerata, esistono rischi e controindicazioni da non sottovalutare.

Effetti indesiderati e persone a rischio

Le monografie europee segnalano, per alcuni preparati, lievi disturbi gastrointestinali: nausea, bruciore di stomaco, flatulenza o diarrea. Sono possibili reazioni allergiche cutanee (prurito, eruzione, orticaria), con frequenza non nota. Se compare una reazione importante, il prodotto va sospeso.

Le persone che dovrebbero usare l'ortica con cautela o evitarla includono:

  • Chi soffre di edema: L'uso diuretico dei preparati a base di foglie è controindicato in persone con edemi (gonfiori) dovuti a insufficienza cardiaca o renale, per le quali è prescritta una restrizione dei liquidi.
  • Bambini e adolescenti: L'uso non è raccomandato sotto i 12 anni (per le foglie) o i 18 anni (per la radice) a causa della mancanza di dati di sicurezza.

Interazioni farmacologiche

L'ortica può interagire con diversi farmaci:

  • Farmaci anticoagulanti e antiaggreganti (es. Warfarin, Aspirina): Le foglie di ortica sono ricche di vitamina K, che favorisce la coagulazione e potrebbe quindi ridurre l'efficacia del Warfarin. Altri composti potrebbero avere un lieve effetto antiaggregante. L'interazione è complessa e richiede assoluta prudenza.
  • Farmaci antipertensivi: L'effetto diuretico e la potenziale azione vasodilatatrice dell'ortica potrebbero sommarsi a quella dei farmaci, causando un calo eccessivo della pressione.
  • Farmaci antidiabetici: Alcuni dati suggeriscono che l'ortica possa abbassare i livelli di glucosio nel sangue. L'assunzione concomitante con farmaci per il diabete potrebbe aumentare il rischio di ipoglicemia.
  • Litio: L'effetto diuretico può ridurre l'eliminazione del litio da parte dei reni, aumentandone la concentrazione nel sangue e il rischio di tossicità.
  • Depressori del sistema nervoso centrale (sedativi, ansiolitici): L'ortica potrebbe avere un leggero effetto sedativo, che andrebbe a sommarsi a quello di questi farmaci.

È inoltre consigliabile sospendere l'assunzione di integratori di ortica almeno due settimane prima di un intervento chirurgico, a causa dei potenziali effetti sulla pressione sanguigna, sulla glicemia e sulla coagulazione.

07

I segnali che richiedono una visita medica

Per i sintomi urinari, consultate rapidamente un medico in caso di febbre, dolore o bruciore durante la minzione, spasmi, sangue nelle urine, impossibilità a urinare (ritenzione acuta) o un peggioramento improvviso. Questi segni possono indicare un'infezione, un'ostruzione o altre condizioni serie che non possono essere gestite con un integratore.

Anche un dolore articolare associato a gonfiore marcato, arrossamento, calore o febbre richiede una valutazione medica per escludere artrite settica o altre patologie acute. Se i sintomi per cui si assume l'ortica non migliorano dopo il periodo di trattamento raccomandato (es. 4 settimane per i dolori articolari), non prolungate l'assunzione e non passate dalle foglie alla radice per «provare qualcosa di più forte»: fatevi rivalutare.

08

Un metodo semplice prima dell’acquisto

  1. 01Definite il sintomo reale: Disturbo urinario lieve, dolore articolare lieve, o altro. L'ortica non è una soluzione per problemi non definiti.
  2. 02Verificate parte della pianta e forma: Non date per scontato che foglia e radice si equivalgano. Scegliete l'estratto secco in capsula per un'azione mirata (es. prostata), la tisana per un effetto diuretico leggero.
  3. 03Leggete l'etichetta completa: Controllate indicazione, avvertenze, limiti di età, rapporto di estrazione e l'eventuale presenza di alcol.
  4. 04Chiedete consiglio: In caso di gravidanza, allattamento, terapie farmacologiche in corso o malattie renali, cardiache o autoimmuni, il parere del medico è indispensabile.
  5. 05Non usate l'ortica per mascherare un segnale d’allarme: Un sintomo nuovo o in peggioramento richiede una diagnosi, non un tentativo con un integratore.

Conservate la confezione o una foto dell’etichetta e annotate la data di inizio ed eventuali effetti. Queste informazioni saranno preziose per il vostro medico o farmacista.

09FAQ

01Foglie e radice di ortica hanno lo stesso effetto? No. Monografie, composizione chimica, preparati e usi tradizionali sono completamente diversi. Un risultato ottenuto con un estratto di radice per i sintomi urinari non vale per una tisana di foglie, e viceversa.
02La radice di ortica cura la prostata? No, non cura l'ipertrofia prostatica benigna né riduce le dimensioni della prostata. La monografia EMA descrive un uso tradizionale per alleviare alcuni sintomi urinari legati all'IPB, dopo una diagnosi medica. Gli studi clinici, pur mostrando risultati promettenti, sono di certezza molto bassa e non sufficienti per considerarla una terapia dimostrata.
03Posso ottenere gli stessi benefici mangiando l'ortica? Consumare ortica cotta è ottimo per la nutrizione generale, apportando minerali e vitamine. Tuttavia, le quantità di composti attivi sono troppo basse e variabili per replicare gli effetti farmacologici degli estratti concentrati usati negli studi, in particolare quelli sulla radice per l'IPB.
04Si può prendere l’ortica in gravidanza? No, l'uso medicinale non è raccomandato. La sicurezza non è documentata e la tradizione la sconsiglia per un potenziale effetto stimolante sull'utero. Chiedete sempre un parere professionale.
05Perché le diciture «detox» o «drenante» sono fuorvianti? Mettono insieme prodotti e parti della pianta diversi, suggerendo un effetto generale e non scientifico di "pulizia" del corpo. Le monografie europee regolano indicazioni molto più precise e limitate, come l'aumento della diuresi, che non equivale a una "detossificazione". L'idea di un prodotto "detox" è principalmente una strategia di marketing. Altri rimedi vegetali, come il [dente di leone](/it/article/pissenlit-digestion-effet-diuretique-formes-precautions-preuves), sono spesso promossi con le stesse indicazioni generiche.

Fonti

Studi sottoposti a revisione paritaria e riferimenti istituzionali usati per questo articolo.

  1. 1EMA· 2025
    Consolidato

    not applicable

    Consulta la fonte
  2. 2Systematic review· 2025
    Limitato

    participants in six randomized trials · 1210 partecipanti

    Consulta la fonte
  3. 3EMA· 2025
    Consolidato

    not applicable

    Consulta la fonte
  4. 4PubMed· 2005
    Limitato

    620 patients with symptomatic BPH · 620 partecipanti

    Consulta la fonte
  5. 5PubMed· 2002
    Limitato

    49 men with BPH · 49 partecipanti

    Consulta la fonte

Commenti0 commenti

Nessun commento per il momento. Sii il primo a reagire.

Accedi per lasciare un commento. Accedi